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Elezioni

Sezione dedicata agli approfondimenti elettorali...

cittadini italiani residenti all’estero e regolarmente iscritti all’AIRE possono esercitare il diritto di voto all’estero nel luogo di residenza per le elezioni politiche nazionali, per i referendum abrogativi e costituzionali ex artt. 75 e 138 della Costituzione e per le elezioni del Parlamento europeo.

Il voto all’estero per le elezioni politiche nazionali e i referendum è regolato dalla Legge 27 dicembre 2001, n. 459

Il voto all’estero per l’elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento europeo è invece regolato dalla legge 24 gennaio 1979 n. 18.

La Legge 6 maggio 2015, n. 52, (c.d. “Italicum”) ha stabilito che anche i cittadini temporaneamente all’estero per un periodo di almeno tre mesi per motivi di lavoro, studio o cure mediche possono chiedere al proprio Comune di votare all’estero per corrispondenza entro il 32° giorno antecedente la data di votazione.

In occasione delle elezioni il cittadino italiano residente all'estero può scegliere se votare per corrispondenza nei Paesi laddove è consentito oppure se tornare a votare in Italia. La scelta non è definitiva e va rinnovata ad ogni elezione.

La procedura ordinaria di voto è quella per corrispondenza presso l’abitazione degli elettori residenti all’estero. La circoscrizione Estero è suddivisa in quattro ripartizioni e al momento delle elezioni i consolati inviano agli elettori un plico contenete tutta la documentazione elettorale utile all'espressione del voto. Gli elettori che, a 14 giorni dalla data delle elezioni, non abbiano ricevuto il plico elettorale possono farne richiesta presentandosi di persona al proprio Ufficio consolare.

L'elettore può altresì scegliere di votare in Italia, rientrando sul territorio nazionale. In questo caso voterà nella circoscrizione in cui è iscritto.
L'elettore che intenda rientrare in Italia per votare deve comunicarlo per iscritto al proprio Ufficio consolare entro il 31 dicembre dell'anno precedente la scadenza naturale della legislatura ovvero, in caso di scioglimento anticElezioniipato delle Camere o di indizione di referendum, entro 10 giorni dall'indizione delle elezioni (intendentdo per tale termine la data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto di indizione delle elezioni). Non è previsto alcun tipo di rimborso per le spese di viaggio sostenute dall'elettore che abbia scelto di votare in Italia.


Potranno votare esclusivamente in Italia i cittadini italiani residenti in Paesi con cui non sia stato possibile concludere intese che garantiscano la regolarità del voto.
In tali casi, ed inoltre per gli elettori che risiedano in Paesi privi di Rappresentanze diplomatiche italiane, è previsto il diritto al rimborso del 75% delle spese di viaggio per il rientro in Italia presentando una domanda al proprio Ufficio consolare, corredata del certificato elettorale e del biglietto di viaggio.

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